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ANEDDOTI :


MASCIA vs MASCIA

Anche Stampace degli anni 50, come Atene dei grandi filosofi e di Pericle ebbe il suo Peripato(sa passillara),costituito dalla Via Roma e la sua Agorà (sa prazza) cioè Piazza Yenne, luogo della memoria e dei sentimenti per coloro che sono nati nel decennio 1935-1945, dei grandi comizi del dopoguerra, ma anche casa del "cazzeggio" a tempo pieno. I cazzeggi nascevano sotto l 'obelisco, nella adiacente Grotta Marcello e tra i tavolini del Bar Centrale sotto lo sguardo indifferente del sempre presente Carlo Felice. L'arte del cazzeggiare non appartiene a tutti i comuni morali ma per noi Stampacini, notoriamente grandi affabulatori, buontemponi(beffianus), ridanciani(arrisulanus), pettegoli(crastulus) amanti della battuta, il "cazzeggio" fa parte del nostro esistere. Sono stato testimone e spesso protagonista di moltissimi "cazzeggi" e potrei raccontarvene a iosa. Ve ne racconto uno che voglio titolare " MASCIA vs MASCIA ". Un pomeriggio di settembre mentre con gli amici stavo seduto sui gradini attorno all'obelisco intento a imbottigliare sole(a non fai nudda) si presentò il dott. Mascia, uno stampacino di origini seuesi che abitava in via Portoscalas(s'arruga de is cuscinas) che ci chiese se avessimo visto suo fratello. Era in nostra compagnia Franco Mascia, che non era parente del dottore in oggetto e con tono sfottente disse:"Dottore se mi permette vorrei esporle un mio caso: la mattina, quando mi sveglio sono in erezione, poi come mi alzo, mi si ammoscia. Sarà una cosa grave? " Assolutamente " Rispose il Dottore . " Si tratta di una legge di natura per cui due teste di c…….. non possono restare contemporaneamente in piedi: quando si alza una, si abbassa l'altra". Franco capì d'aver incontrato uno più buontempone (pigarori pò su culu) di lui e abbozzo un sorrisetto di sufficienza(arrisu grogu) mentre noi tutti ridevamo compiaciuti alle sue spalle.

GIULIANO MASSONI


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Ipse dixit , ovvero, così parlò Efisio Loi

Come tutti i ragazzini della nostra età, anche noi stampacini avevamo i nostri
interessi. Tra i più importanti: il gioco, i giornaletti, le pippe, e gli eventi sportivi
che seguivamo la domenica attraverso le radiocronache ( allora non c'era la
televisione ) del grande Nicolo' Carosio e quelle del Giro D'Italia e del Tour .
dell'impareggiabile Mario Ferretti . Ricordo che le squadre più amate erano: il
grande Torino, l'Inter, il Milan e la Juventus . Il Cagliari allora militava nelle serie
minori.In campo ciclistico la tifoseria era divisa tra coppisti e bartaliani, due partiti
di assatanati che si confrontavano ferocemente senza risparmio di insulti, ingiurie
e sfottò di ogni genere. Quando Bartali appese la bicicletta al chiodo, ritirandosi
dall'attività agonistica, i suoi sostenitori rimasero orfani del loro beniamino e, non
potendo reinvestire il loro interesse sull'odiato Coppi, per dispetto, presero a par-
teggiare per i più forti rappresentanti stranieri: gli svizzeri Klobet e Kluber. Queste
scelte furono oggetto di dure critiche dei coppisti che arrivarono perfino a conside-
rarli " Traditori della Patria ". Un'offesa insopportabile alla quale Efisio Loi reagì
duramente sentenziando: " ricordatevi che noi bartaliani facciamo tifo per gli stra-
nieri perchè siamo per la FRATELLANZA TRA I POPOLI" .
Fu una frase lapidaria alla quale nessuno osò controbattere. Ma, a distanza di anni,
nel rievocarla (Efisio non se l'abbia a male) finivamo per scompisciarci dalle risate.

GIULIANO MASSONI




1 Maggio 1957 -
Efisio Agabio

Nota:

La mia Amica d'infanzia Maria Pia Defraia (Pietta), nel suo scritto
* SULLE ALI DEI RICORDI * La mia infanzia felice in Stampace - scrive:
Noi bambini di " stampace" avevamo la nostra merceria "
zia' Fisiedda ",
solo ora che scrivo mi rendo conto che era un nome femminile anche se
lui era un omone grosso in proporzione al suo nasone buccherellato e rosso.
La "nostra merceria" aveva un profumo particolare una sorta d'inchiostro
e legno, compravamo pennini, quaderni quelli con la copertina nera con i
fogli profilati di rosso, noi bambine ci bagnavamo le labbra e passavamo
quei fogli simulando il rossetto. Le mamme compravano fili, bottoni, cerniere.
I maschietti " is bardufulas in linna bianca " ( le trottole in legna bianca) di
colore verde, rosse, le più scarse, facendole girare con dello spago avvolto in
esse, quando queste giravano in terra con un appertura di mano indice e medio
aperto si raccoglieva.

A Pietta, a gli amici d'infanzia stampacini voglio metterli a conoscenza quanto
segue :
Franco Fais, nipote di Efisio Agabio e Efisia........, mi ha edotto che il
nome della merceria "
zia'Fisiedda " era scaturito dal nome di sua nonna Efisia
che era la moglie di Efisio Agabio il quale, al decesso della moglie, aveva
continuato a svolgere questa attività d'esercente, abbandonando il suo mestiere
di decoratore edile.






BOMBARDAMENTI SU STAMPAXI 1943


caro Cicci,
come ben sai, a seguito dello spezzonamento americano del 17
febbraio 1943, ho perso mia madre e mio zio, colpiti dalle scheggie. Io
stesso , con mia sorella Pina, siamo stati feriti dal piombo americano.
Tutti i cagliaritani, sanno cosa hanno fatto le fortezze volanti
americane, alla nostra città ed agli stampacini in particolare.La
ex giunta
floris, per confermare la sua sudditanza all'america, ha pensato
bene di ricordare gli americani, dedicando loro una via.Molti
cagliaritani non lo sanno, ma la nostra via Roma lato mare, da qualche
anno si chiama, "lungomare new york ii settembre 2001 ". aveva ragione
Dante Alighieri," ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza
nocchiero in la tempesta, non donna di provincia ma bordello." Per la
prima volta in vita mia ho mandato uno " frastimu" alla persona che
ha avuto l'idea di premiare l'america ed a chi l'ha messa in opera. A
du provai quello che provo ogni volta che passo in via roma.Ho pensato
di fare una petizione per intitolare una via , davanti allo slargo
della cripta di S.Restituta, per ricordare le nostre vittime dei
bombardamenti.Al comune però, hanno trovato un sacco di pinnicche, per
non deliberare in tal senso. Ti chiedo la cortesia di pubblicare questo
mio sfogo, nel tuo sito. Da stampacino.
Ti ringrazio e ti saluto con un abbraccio. Gianni dessalvi
stampacino doc











































































AMERICANI A CAGLIARI PER LE VIE DI
STAMPACE NEGLI ANNI CINQUANTA






















1854 - Porta Stampace
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Gent.le sig. Cicci

solo da poco tempo ho avuto il piacere di visionare il suo sito amatoriale che
ho trovato molto interessante e nostalgico, dove ho potuto rivedere molti
amici e clienti di mio padre Pippo Mulas, classe 1925, barbiere per quasi
cinquant'anni, nel Corso Vittorio Emanuele al civico 200, terzo genito di una
famiglia di otto figli, nata nella via Carloforte.
Rivedo, per suo conto, molti clienti, tra i quali: Renzo Zedda, Tranquilli, figlio
del nostro dirigente in due tornei notturni all'Oratorio di viale Fra Ignazio nel
1973. Poi nacque la società Sardegna Sport, con sede nel Corso Vitt:Emanuele,
che arrivò fino alla seconda categoria con Chicco Secchi (presidente), Pippo
Mulas e Gennaro Auriemma (dirigenti), Paoletto Adamo e Bruno Angelo (atleti).
Io Giovanni, meglio conosciuto come Ninni, sono il secondo di tre figli, ormai
sulla soglia dei sessantanni, ho piacevolmente ritrovato compagni di scuola :
Giampaolo Trudu, Pierino Mura, Biagio Paci, amici di strada: Gigi Masala. Poi
Ninni Carrucciu e Franco Fanzesco loro vigili del fuoco permanenti mentre io
svolgevo il servizio militare nello stesso corpo (67° corso), quest'ultimo collega
nell'ufficio Prevenzione Incendi, ma anche sportivi quali : Franco Giordano che
faceva parte della squadra di pallacanestro diretta magistralmente dal mitico
prof. Piero Puggioni. Ho inoltre riconosciuto, la sig.ra Rita Seguro, la sig.ra
Tottona, carbonaia della via Porto Scalas, dove io, seppure piccolo, andavo ad
acquistare il carbone.
Poi nel 1967 ci fu assegnato un appartamento IACP nella zona di San Michele
e molti di loro non li vidi per molto tempo, per poi ritrovarli grazie al calcio che
ho praticato per molti anni o per aver lavorato, per oltre 40 anni nella via
Roma. Colto dalla nostalgia della mia Giovinezza trascorsa nel rione stampace,
ogni tanto sentivo il desiderio di ritrovare gli amici di un tempo ed ogni strada
aveva il ricordo di qualcuno: l'amico Meloni ed i fratelli Peppi e Ennio Neri in via
Azuni, il collega Ninno Pinna in via Fara, l'altro collega Gianni Agnesa in via
Ospedale, che faceva parte del gruppo Cuccurus Cottus.
Sono felice di aver trovato il suo sito ed aver rivisto tante persone conosciute,
ma per la felicità di mio padre, sarebbe cosa gradita se potesse pubblicare
quanto le ho scritto.
Un sincero e cordiale saluto

Ninni Mulas

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Febbraio 1943 - Chiesa di Sant'Anna . al centro Meloni Benedetta alla sua
dx. la figlia Elisabette Porceddu .




























































































In quel periodo si cantava cosi:



E' sti arribau John
E' sti arribau John
ti porta sa ciulinga, scattuletta e su bobboi.
__________

E' ita cosa bella su ballu americanu
si ballara a sa strinta
cun su dollaru in sa manu.
___________

Ulleri e pistun dinu
Ulleri e pistun dà
E pistu facchi mamma
Ullere pistun dà
___________

Ita filla macca de pagu ciorbeddu
se fatta ai sposa cun d'unu nieddu,
pensa filla mia de ci du bogai.
-De ci du bogai non tengu su coro
-puitta è fattu a geniu miu.
Pensa filla mia de ci du bogai

cantu manna e grussa
tin das'accatai
.
___________














































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